Il Turismo Italiano Non Regge il Passo

Oltre la valutazione semplicistica, spesso usata dai referenti politici o dai rappresentanti di determinate associazioni di categoria, con la quale si comunicano dati che si basano più sul proprio sentiment che non su analisi scientifiche o, perlomeno, attendibili, rimane solo la fredda analisi dei dati ufficiali: tali dati, però, se ben “letti” ed interpretati in maniera disinteressata permettono di avere responsi a volte diametralmente opposti a quelli che si leggono sui media. Ad esempio: mentre il resto d’Europa cresce a ritmi anche sostenuti, l’Italia perde presenze turistiche. In un decennio l’Italia ha visto incrementare i flussi solo del +8,6%, contro un +52,4% della Francia. Ma questa differenza è ancora più rilevante se si considera che, mentre in questo periodo in Italia l’offerta ricettiva – i posti letto – sono aumentati del +12%, in Francia hanno subito una riduzione del -10,5%. A livello nazionale, infatti, nel decennio 2003/2013 (a tale annualità occorre basarsi per avere una comparazione completa con gli altri Paesi Europei) vi è stato un consistente incremento dei posti letto, pari al +12%, e tale aumento di ricettività si deve in particolar modo alla ricettività extra-alberghiera che è cresciuta del +12,2%, rispetto a quella alberghiera il cui aumento è stato del +11,8%. Una ricettività che non varia di molto in “quantità”: se nel 2003 era composta per il 52,6% dall’offerta extra-alberghiera (e per il restante 47,4% da quella alberghiera), nel 2013 la quota dell’offerta extra-alberghiera si assesta al 52,8%, contro quella alberghiera che rappresenta il 47,2% del totale nazionale. Se interessati all’argomento, siete invitati a scaricare la Ricerca.

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2016-03-18T12:50:43+00:00